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Riduzione spese condominiali parti comuni

Inserito da Carlo Romano su 8 Dicembre 2014
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Avete un appartamento in condominio sfitto o che utilizzate sporadicamente  ?

Vi state chiedendo se dovete pagare per intero le spese condominiali inerenti le parti comuni oppure avete diritto ad una riduzione in quanto aprite l’ appartamento una volta ogni sei mesi?  Vediamo di sotto quali sono le varie ipotesi.

Le spese condominiali vanno comunque pagate, costi quel che costi. La legge è chiara nello stabilire che nessun condomino può sottrarsi dal contribuire alle spese necessarie per la conservazione dei beni comuni o per l’erogazione dei servizi nell’interesse di tutti, neppure rinunziando ai propri diritti sulle cose e sui servizi predetti.

Infatti l’art. 1118 c.c. stabilisce che il diritto di ciascun condomino sulle parti comuni, salvo che il titolo non disponga altrimenti, è proporzionale al valore dell’unità immobiliare che gli appartiene.
Il condomino non può rinunziare al suo diritto sulle parti comuni.
Il condomino non può sottrarsi all’obbligo di contribuire alle spese per la conservazione delle parti comuni, neanche modificando la destinazione d’uso della propria unità immobiliare, salvo quanto disposto da leggi speciali.

Infatti il criterio con il quale vengono calcolate le ripartizioni delle spese condominiali delle parti comuni come pulizia delle scale, luce delle scale ed ascensore è quello dell’ uso potenziale. Ciò significa che il condomino non può rifiutarsi di corrispondere le spese inerenti un bene o un servizio comune sul presupposto soggettivo dell’asserito mancato o scarso utilizzo, non essendo in alcun modo rilevante la volontarietà nell’usare o meno un servizio o un impianto comune in misura più o meno frequente a seconda delle proprie necessità soggettive.

Per fare ulteriore chiarezza l’art. 1124 c.c. stabilisce che le scale e gli ascensori sono mantenuti e sostituiti dai proprietari delle unità immobiliari a cui servono. La spesa relativa è ripartita tra essi, per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo, salvo differente disposto regolamentare, essendo l’art. 1124 c.c. rientrante fra gli articoli derogabili del codice civile, il proprietario di un appartamento che non viene utilizzato può comunque fare mettere all’ordine del giorno in sede di assemblea condominiale, che gli siano ridotte le spese sulle parti comuni, starà poi all’assemblea approvare tale richiesta di riduzione con le maggioranze prescritte in questo caso dalle norme legislative, pena l’annullabilità della delibera.

N.B. Il suesteso articolo prende spunto e si riconduce a pubblicazioni riconducibili a enti, professionisti e riviste qualificate pubblicate in internet come: http://www.anammi.it/, http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/cover-condominio/?refresh_ce.

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