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Contratto concordato per studenti

Inserito da Carlo Romano su 18 Novembre 2014
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In questo articolo andremo ad esaminare il contratto a canone concordato per gli studenti.

Si tratta di un contratto di locazione a prezzi calmierati, che in questi mesi è stato oggetto di grande attenzione, in quanto i beneficiari sono sia gli inquilini, ma anche i proprietari, che pagheranno una cedolare secca più bassa, al 10%. E’ disciplinato dalla Legge 431/98 Art. 5 comma 2.

Come si stabiliscono i canoni concordati per gli studenti?

Per prima cosa è necessario che si attivino il comune e le associazioni più rappresentative a livello locale dei proprietari e degli inquilini. Insieme devono infatti stabilire le modalità di valutazione degli immobili e, per ogni tipologia individuata, definire un canone minimo e uno massimo.

Il prezzo del canone concordato per studenti fuori sede, sarà quindi più basso di quelli di mercato, calcolati nella fascia compresa tra i minimi e i massimi individuati. Rispetto ai contratti  liberi ci sono due differenze fondamentali. La prima è che durano meno: da sei mesi a trentasei mesi, la seconda sono le agevolazioni fiscali, per i proprietari infatti esistono tre interessanti sconti fiscali:

1. l’imposta di registrazione del contratto, il rinnovo annuale e la disdetta non sono dovute; con il conseguente risparmio anche di tempo, per chi opta per il regime della cedolare secca;

2. Sempre per chi sceglie l’opzione della cedolare secca, in abbinamento al canone concordato, l’aliquota unica è stata ridotta prima dal 21% al 15% e dal primo di gennaio 2014 addirittura al  10%;

3. Il comune può stabilire aliquote più basse per l’imu. Per esempio in alcuni comuni,  che hanno aderito con apposita delibera, si andrà a pagare come aliquota il 7,6 per mille, anzichè il 9,6 per mille che era prevista come aliquota di base ;

Molto importante è che La Legge 431/98, ammette questi contratti ai benefici fiscali solo ed esclusivamente alle seguenti condizioni:
– la durata del contratto da un minimo di mesi 6 ad un massimo di mesi 36; con canone come da Accordo Territoriale;
– tale contratto può essere stipulato per i soli studenti universitari iscritti ad un Corso di laurea o di perfezionamento ovvero di specializzazione che si tenga in Comune diverso da quello di residenza e comunque solo nel Comune sede di Università e, nei Comuni limitrofi, (art. 3, della Convenzione Nazionale del 30/12/2002);
– il contratto può essere sottoscritto da singoli studenti o in forma plurima e/o dall’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario ed è valido se conforme al Modello Ministeriale del 30/12/2002 (Allegato E).

Per alloggi ammobiliati ferme rimanendo le tassative norme di Legge sulla sicurezza degli impianti, al fine di stabilire la percentuale di maggiorazione del Canone Contrattato per ogni fascia di oscillazione ed in rapporto alle Zone Omogenee dei singoli Comuni, si farà riferimento a svariati “parametri” riportati nell’accordo territoriale in delle apposite tabelle.

Inoltre è necessario allegare una Documentazione Contrattuale Obbligatoria

– Dichiarazione rilasciata dall’Istituto Universitario, attestante l’iscrizione ad una delle Facoltà Universitarie;
– Residenza diversa da quella del Comune nel quale si frequentano i Corsi di Laurea Universitaria;

Questa tipologia di contratto cerca di riequilibrare in termini di tassazione sulla casa, tutti i benefici persi nel corso degli ultimi quattro anni, infatti terminate le vecchie agevolazioni ici, dove la maggior parte dei comuni prevedevano degli sconti sulle aliquote, le associazioni dei proprietari chiedevano un trattamento simile sull’imu. Il governo Monti aveva stabilito che la decisione sull’aliquota imu ridotta per l’affitto a canone concordato spettasse ai singoli comuni, che la potevano ridurre fino al 4 per mille. Ma pochi comuni, vista la loro situazione finanziaria, avevano fatto questa scelta.

Conviene dunque questo contratto? secondo me si, quando la differenza tra il canone concordato e quello libero non sia eccessivo (fino a un 25% conviene). Nel centro Italia, sta avendo un grande successo. Il 41% di tutti i contratti d’affitto sono infatti di questa tipologia. A Grosseto sono addirittura il 90% del totale dei contratti d’affitto, a Firenze più del 50%, a Bologna il 44%, ed a Roma il 32%.

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